Radicali a Firenze

Mozione presentata al congresso del 8 Dicembre 2019

FIRENZE RADICALE e le nuove sfide ed opportunità del 2019

Il 2019 potrebbe essere un anno importantissimo per i Radicali, ricco di spunti per iniziative.
Detta in un altro modo: il 2019 potrebbe essere un anno in cui ci sarà un FORTE BISOGNO di politica radicale, liberale, libertaria, democratica, civile ed euro-federalista, perché molti princìpi che consideravamo ormai una certezza sono sotto attacco: aborto, laicità, appartenenza all’Unione Europea sono solo alcuni pilastri messi pesantemente in discussione e che vanno di pari passo con una recrudescenza di sentimenti omofobi e xenofobi mai esattamente scomparsi.

Nella sfida della difesa di diritti e promozione di nuove tematiche (che è poi anche estensione, riconoscimento di diritti), Firenze Radicale per gli Stati Uniti d’Europa, ne sono certo, non farà mancare il suo contributo.
Un contributo originale, di riproposizione personalizzata delle iniziative nazionali (che avranno sempre di più un respiro europeo e non solo) con un occhio alla ricerca di metodi per essere pungolo critico e propositivo della più prossime realtà in cui viviamo ed operiamo.
Radicali Italiani e di conseguenza le sue articolazioni territoriali di cui Firenze Radicale è parte, potrà, anzi temo proprio che “dovrà” essere protagonista, perché quelli che oggi consideriamo diritti acquisiti messi pesantemente in discussione, sono in molti casi diritti acquisiti in seguito a battaglie storiche radicali.
Ed è proprio alla storia radicale che faccio riferimento, come ritorno ad una stagione di mobilitazione a tappeto, con tutto “l’armamentario nonviolento” di cui disponiamo ed anche qualcosa di più.
Molti di noi si sono avvicinati al mondo radicale per la capacità di essere una virtuosa voce fuori dai cori, per il suo essere un movimento che non appartiene a filoni di pensiero -che spesso agiscono più sulla pancia che sulla testa- degli individui, ma che si fa esso stesso un pensiero altro, terzo, diverso, nel quale si possano sentire rappresentati coloro a cui vanno strette le etichette, le generalizzazioni, gli assolutismi, le banalizzazioni spesso di matrice ideologica.
Abbiamo dimostrato in questo anno di attività, di avere tutta la capacità di elaborazione, la sensibilità politica necessaria per portare avanti non con autorità, ma con autorevolezza, istanze che escono dallo scontro tra fazioni per concentrarsi sul nocciolo delle questioni, senza manette ideologiche, senza aver paura di infrangere tabù.
Qui si delinea la mia esortazione a continuare nel solco dell’eresia radicale come chiave di lettura e di azione: osare è nelle nostre corde, portare avanti battaglie scomode -ma sentite da grande parte di quella cittadinanza senza voce, senza ascolto e senza rappresentanza- è nella nostra storia, noi siamo questo!
La ricerca di un modo che faccia di questa Europa, continuamente minacciata nella sua esistenza, una più fedele coniugazione del Manifesto di Ventotene di Rossi, Spinelli e Colorni, è anche un modo per voler davvero bene al concetto stesso di Europa libera e unita: chiederne un miglioramento, volere che questa si avvicini sempre di più ad una visione democraticamente e liberamente federale è la migliore risposta a chi vorrebbe il ritorno dei confini, non solo geografici.
Non una demolizione, quindi, ma una richiesta di maturazione.

Accanto al tema Europa si sta affacciando anche qui il tema ambientale: anche qui abbiamo tutte le competenze necessarie per porre in essere iniziative volte alla coniugazione di un ecologismo moderno che sia mediazione virtuosa tra le emergenze climatiche -affrontate da un punto di vista oggettivo e non dogmatico- con le esigenze di sviluppo.

La negazione più completa e cocciuta dei cambiamenti climatici, unita al disconoscimento di diritti che credevamo acquisiti, si muovono all’interno di un quadro che vede l’individuo pressato da politiche anti-umane, con il conseguente accrescimento di un movimento universale che sta prendendo sempre di più i contorni di un anti-umanesimo travestito.

Per contrastare questa tendenza, il ritorno dell’individuo come centro e fulcro di politiche virtuose può dare alla nostra associazione molti spunti di iniziativa nonviolenta, usando le iniziative stesse come vettore di un nuovo umanesimo dei diritti.
Viviamo nella città che ospita l’unico produttore a livello nazionale di cannabis terapeutica: quale miglior luogo per organizzare proposte volte alla legalizzazione della cannabis a scopo ricreativo, alla libera produzione per implementare la scarsa quantità offerta ad oggi di cannabis terapeutica (sull’onda della recente mozione approvata in Lombardia, a firma di Michele Usuelli), quale strumento di riscatto sociale ed economico?
Ancora, le politiche di chiusura sulla gestione dei flussi migratori cui anche il nostro Paese si sta conformando, è l’occasione per coinvolgere maggiormente quelle realtà locali che trattano di accoglienza. E’ di pochi giorni fa la conferma del luogo e della data in cui potremo organizzare un evento a supporto di Welcoming Europe, che mischia un messaggio ed una proposta politica insieme ad un momento di intrattenimento: il 1 febbraio 2019 il Circolo Il Progresso di Firenze metterà a disposizione il suo teatro dove far esibire musicisti fiorentini (e non) in un evento a sostegno dell’Iniziativa dei Cittadini Europei. Ad oggi, evento unico nel suo genere, almeno in Italia.
Non possiamo perdere di vista le realtà prossime locali, con il lavoro che abbiamo solo iniziato a svolgere ad esempio sul carcere di Sollicciano: abbiamo intessuto un dialogo con la Direzione del carcere e con il personale carcerario che può essere fruttuoso nel nostro modus operandi. Continuare quindi nel visitare Sollicciano come contenitore e confine fisico di un universo in cui vi sono i detenuti e le loro problematiche (tra cui la scarsa assistenza spesso denunciata anche da parte nostra del Garante) e la sussistenza di problemi strutturali e di concezione progettuale di una struttura che rende la vita molto difficile ai detenuti ed al personale tutto (dagli agenti al personale medico alla direzione). Una visione a 360 gradi di queste problematiche, cui magari chiedere maggiore interessa da parte dell’Amministrazione perché si faccia portatrice di messaggi e richieste presso il Ministero di Giustizia.
E con l’Amministrazione Comunale, in ossequio all’azione di pungolo fuori dal Palazzo, continuare in una azione di invito, miglioramento, convincimento verso quei temi che possono essere presi con freddezza o lontananza.
Azione anche critica, dura, se necessaria.

Il prossimo anno Firenze sarà chiamata alle elezioni amministrative: è possibile che qualche compagno voglia provare a dare il suo contributo, misurarsi nella competizione elettorale.
Posto che l’Associazione in quanto tale non si candida alle elezioni e che deve continuare ad esserne esterna, non credo che un compagno che porta con correttezza e trasparenza un contributo al dibattito politico, magari all’interno della neo-costituita Più Europa Firenze con cui continuare e migliorare i rapporti di collaborazione, vedrà mancato il sostegno da parte dell’Associazione.
Sempre nell’ottica della coniugazione di valori che hanno formato il pensiero radicale si configura l’evento da tempo pensato inerente le fake news: il diritto umano alla conoscenza è conditio sine qua non per una corretta deliberazione popolare. Ma non deve essere visto questo come uno scontro tra stampa buona vs stampa cattiva: la recente notizia riportata su tutte le testate sul “bambolotto di colore” di Codroipo (…) è la dimostrazione che, anche su questo tema, dividere con l’accetta tra buoni e cattivi non può essere la soluzione e che, invece, una riflessione sulle “fake news e democrazia informata” può essere fonte di iniziative, magari da declinare con tagli diversi in altrettanti diversi luoghi: università, scuole, incontri in altri luoghi pubblici.
Non mancano gli strumenti a disposizione: dalla mailing list, al sito, alle pagine social. Ma, se il personale è politico, la politica non può essere personale: per questo sarà importante riuscire a creare un sistema di allargamento delle competenze e delle responsabilità per poter sviluppare un lavoro maggiormente corale, più diffuso all’interno dell’associazione ed in tandem con altri soggetti, non per forza affini (non ci si contamina tra uguali!).
Mi impegno, quindi, a portare avanti con abnegazione le attività dell’associazione, cercando fin da subito modi perché vi sia un maggiore impegno, che però deve scaturire da una reale convinzione personale di ognuno di noi, al fine non di continuare, ma di migliorare costantemente le attività e la vita della nostra piccola, ma bellissima associazione.

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